D. H. è la mia seconda dimora. D sta per Day e H non sta per Hotel ma, bensì, per Hospital. In D.H. ci vado per le mie terapie, per i controlli e per “mettere pezze” quando accade qualcosa che possa essere riconducibile alla malattia. Vengo accolta da due infermiere, con il sorriso. Vengo fatta accomodare in una stanza, insieme ad altri ‘colleghi’. La cosa bella di questi soggiorni è che vieni sempre trattato come un soggetto umano normale. Nessuno ti compatisce e nessuno prova pena per te. Siamo tutti uguali, lì dentro. In tutti i sensi. Un altro aspetto bello è che, tra colleghi, difficilmente si parla di dolori, acciacchi o altre disgrazie. Ci si ferma a ‘ Tu che terapia stai facendo?’. Il resto delle chiacchierate riguarda altri aspetti della vita di tutti i giorni. C’è chi non vede l’ora di uscire per andare a prendere i figli a scuola e chi parla di ricette. Ci si ritrova lì,  casualmente, e si condivide un momento insieme, per farsela passare prima. I parenti degli altri degenti si prendono cura anche di te… chiamano le infermiere e ti porgono l’acqua, se vedono che fai fatica ad arrivare alla bottiglietta. E lo fanno senza aspettare che sia tu a chiederlo. Apprezzo queste accortezze: sono importanti e ti fanno sentire accudito.

@ALEMARCOTTI

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One Response to " SECONDA DIMORA "

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