| alemarcotti

Alessandra è un soggetto claustrofobico pesante. Quale malattia migliore le poteva venire se non questa, che necessita di controlli, in un tubo, continui? Eccomi qui, io, Alessandra, a perdere notti insonni ogni volta che devo fare la risonanza magnetica. La mia prima volta la ricordo molto bene. Dopo aver passato giorni a infilarmi al buio sotto al letto per fare le prove di resistenza, arriva il giorno fatidico. Mi sdraio con una maschera alla Hannibal Lecter sul viso. Il lettino mi porta indietro. Inizio a suonare il campanello che mi hanno lasciato nella mano. Una, due volte, tre… La signora dietro al vetro, evidentemente spazientita, mi grida “Senta, se la vuole fare bene se no se ne può andare che fuori c’è la fila”. Resto immobile per tutto il restante e infinito tempo che rimane: non voglio darla vinta a un personaggio così poco empatico. Che cosa faccio dentro? Conto mentalmente e penso a dieci nomi maschili e femminili per ogni lettera dell’alfabeto. Non ho tenuto il conto di quante risonanze abbia già fatto in questi anni. Ma le ho fatte. Non so come, ma ci sono riuscita. Una cosa è certa: nella prossima vita sceglierò una malattia che non mi faccia mettere così a dura prova le mie paure.

@ALEMARCOTTI

fai come Alessandra, scrivici.

5 Responses to " IL TUBO "

  1. Paola ha detto:

    Ecco, hai trovato il sistema giusto….me fai morì!!!!

  2. Maida ha detto:

    Mi sembra un ottimo piano 😁

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