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Fa caldo. Lo sentono tutti, ma chi soffre di sclerosi multipla lo sente di più.

Già nel 1890 era stato individuato nelle persone con sclerosi multipla un fenomeno particolare chiamato “Sindrome di Uthoff”,  descritto come un peggioramento temporaneo di un sintomo della sclerosi multipla che si lega all’aumento della temperatura corporea interna, sia che avvenga per cause esterne (stagione estiva) che per cause interne (febbre).

Però abbiamo detto che a livello epidemiologico chi vive in paesi caldi è meno a rischio di SM, la faccenda della vitamina D allora è falsa? No, quello è tutto vero.

La causa di questo fenomeno va cercata da un’altra prospettiva: il problema è la melatonina. Ad affermarlo è uno studio sudamericano ad opera dei ricercatori del Brigham and Women’s Hospital di Boston (Stati Uniti) pubblicato nel 2015 sulla rivista CELL.

La melatonina contribuisce alla stagionalità delle recidive della sclerosi multipla

Dalle analisi condotte è emerso che la gravità dei sintomi risulta essere negativamente correlata ai livelli di melatonina. Al diminuire della melatonina, aumentano le ricadute. La produzione della melatonina nel corpo umano è modulata dalle variazioni stagionali in base alla lunghezza della notte: la produzione di essa è infatti stimolata dall’oscurità ed è dunque più elevata in autunno e inverno, quando le ore di buio sono maggiori. La mancata produzione di melatonina che si verifica durante i mesi estivi porta i pazienti che soffrono di sclerosi multipla ad accusare maggiormente i sintomi della malattia.

Il motivo dell’andamento dei sintomi è dato dal fatto che la melatonina è in grado di controllare il sistema immunitario evitando in questo modo l’attacco alla mielina. La sclerosi multipla infatti si ritiene derivi dalla distruzione della mielina da parte delle cellule T autoreattive. Su questo presupposto possiamo affermare che l’equilibrio tra le cellule T effettrici e regolatorie controlla di fatto l’attività della malattia della SM.

La melatonina induce l’espressione del fattore di trascrizione repressore Nfil3, bloccando la differenziazione delle cellule Th17 patogene e favorisce la generazione di cellule protettive Tr1 e la transattivazione del promotore IL-10.

[vedi “Melatonin Contributes to the Seasonality of Multiple Sclerosis Relapse”, VOLUME 162, ISSUE 6, P1338-1352, SEPTEMBER 10, 2015]

ATTENZIONE

Queste informazioni sono senza dubbio fonte di speranza e sollievo, tuttavia è doveroso chiarire che credere che la melatonina possa essere la soluzione potrebbe essere un errore fatale. «La melatonina è un prodotto da banco facilmente reperibile ma possiede anche diversi effetti collaterali.» specificano infatti gli autori dello studio. Parlatene con il vostro medico, non fatene assolutamente uso incontrollato.



Consigli utili

  1. Quando si è al chiuso e si hanno a disposizione condizionatori è consigliabile mantenere la temperatura tra i 25°C -27°C.
  2. Evitare di affaticarsi all’aperto nelle ore più calde della giornata.
  3. Prediligere un vestiario leggero e traspirante. Le fibre naturali per esempio sono ottime poiché assorbono meglio il sudore e mantengono stabile la temperatura corporea.
  4. Nei casi più gravi è consigliabile acquistare capi refrigeranti, si possono trovare in vendita online a prezzi abbordabili.
  5. Bere acqua. Spesso e tanto.
  6. Evitare le bevande che disidratano il corpo come il caffè, la cola e le bevande alcoliche.
  7. Non appesantire il sistema digestivo: mangiare cibi leggeri e crudi è meglio mentre pasti pesanti possono innalzare il calore metabolico.
  8. Fare bagni e docce con acqua tiepida, e bagnare viso e braccia con acqua fresca può aiutare ad abbassare la temperatura corporea.
  9. Esistono creme o oli essenziali con proprietà refrigeranti (come l’eucalipto o la menta), da utilizzare soprattutto sulle gambe.
  10. Riposare è fondamentale.

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